Net in progress
agosto 29th, 2010 § Lascia un commento
La scorsa settimana il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo sull’ITIS Majorana di Brindisi, che sta sperimentando un ambiente integrato per la scuola digitale.
Il network La scuola che funziona, di cui faccio parte, sta preparando la propria partecipazione allo SchoolBookCamp di Fosdinovo e la sperimentazione del Majorana meritava un approfondimento.
Da una piacevole conversazione telefonica con il Dirigente Scolastico Salvatore Giuliano (anche lui membro del network) ho tratto un breve report che metto a disposizione di chiunque sia interessato all’argomento.
È stato realizzato con Apple Pages, sfruttando la possibilità (appena aggiunta nell’ultima release) di esportare in formato ePub.
Questa è la versione ePub, visualizzabile con iBooks, Stanza, Nook, Adobe Digital Editions e tanti altri lettori ebook.
Questo è il pdf, per chi preferisce l’impaginazione classica e la stampa.
eBookFest
agosto 20th, 2010 § Lascia un commento
Dal 10 al 12 settembre a Fosdinovo si svolgerà l’eBookFest.
Nel frattempo il network La scuola che funziona sta discutendo sul futuro del libro di testo.
Come molti sapranno dall’anno prossimo non sarà più possibile adottare libri di testo esclusivamente cartacei. Per tutta risposta molti editori si sono attrezzati proponendo, per ogni opera del proprio catalogo scolastico, una versione ridotta a stampa, abbinata a pdf scaricabili da Internet. Un bel progresso, no?
In perfetto stile italiota, una transizione di portata storica è gestita a colpi di circolari, leggine, cerchiobottismo e tanta propaganda da Bar dello Sport.
Non so ancora come saranno i buoni testi scolastici dell’era digitale, ma credo che ogni professionista della formazione dovrebbe chiederselo adesso, senza aspettare che ce lo venga a spiegare qualche commerciante di libri, passandoci una relazione prestampata quindici giorni prima del termine per le nuove adozioni.
L’intruso
luglio 30th, 2010 § Lascia un commento
Tre di notte.
Livia si sveglia improvvisamente e mi chiama. “Che succede? Suona l’allarme!”.
Mentre emergo a fatica dalla mia fase REM i 120 decibel della sirena mi sembrano lontani. “Non è il nostro”, le mie prime parole dotate di senso.
Prendo comunque il radiocomando, premo il pulsante, la sirena smette di suonare.
Cavolo! E adesso?
Al primo piano tutto OK, i bambini dormono come se niente fosse, ma giù deve essere successo qualcosa.
Senza dire una parola entrambi, all’unisono, accendiamo i furbofoni.
Fra le mille funzioni di un furbofono ci deve essere anche l’effetto coperta di Linus.
Scendo al piano terra. In soggiorno tutto a posto. Spalanco la scorrevole e controllo le altre stanze con gesti rapidi e decisi. L’adrenalina sale, sono pronto a tutto, in mutande col mio furbofono in mano. La centralina dell’allarme segnala un’intrusione al seminterrato.
Bel guaio.
Potrebbero essere ancora lì, praticamente in trappola. Un ladro disperato può diventare molto pericoloso.
Torno su e metto i pantaloni. Non si ricevono ospiti in mutande.
Lascio Livia al piano terra e scendo. Stavolta mi muovo lentamente, silenzioso e circospetto.
Arrivo in studio e lo vedo. È in preda al panico e passeggia nervosamente sul davanzale.
“Livia, vieni a vedere!”
Lo guardiamo per un po’, incerti sul da farsi. Potrebbe saltar giù e andarsi a nascondere chissà dove. Chi lo ritrova poi? Il ripostiglio con le provviste è proprio lì accanto.
Aspettiamo. Lui capisce tutto e risolve da solo la situazione, trovando un modo, goffo ma efficace, per uscire da dov’era entrato.
Peccato che a nessuno di noi due sia venuto in mente di usare almeno una parte degli otto megapixel dei nostri furbofoni per immortalare il gesto atletico del simpatico intruso.
Meno male che Livia sa disegnare.
Standby
maggio 30th, 2010 § Lascia un commento
In pieno rush finale di… tutto (lavoro, studio, impegni familiari) non ho neanche il tempo di scrivere un post ogni tanto nel blog.
E dire che non mancherebbero gli argomenti…
Fino a metà luglio temo di dovermi limitare a Twitter. A proposito: chi non mi segue già è invitato a farlo.
Il futuro (mobile) non è ancora qui
maggio 10th, 2010 § Lascia un commento
Parafrasando il motto del blog mi ricollego a un bel post di Rob Di Lorenzo.
Sono d’accordo con lui quando sostiene che ci stiamo muovendo verso web-apps e/o mobile apps, che il cloud computing soppianterà, quasi ovunque, il local computing.
Non condivido il suo ottimismo nei confronti di iPad e sistemi operativi mobili.
Vedremo cosa saprà fare il nuovo iPhone OS, come progrediranno Android e Maemo. Nel frattempo siamo ben lontani dallo scenario tratteggiato da Rob: mobile che sostituisce quasi integralmente sistemi operativi tradizionali.
Al di là dei proclami e delle proiezioni in un futuro più o meno prossimo, la situazione presente vede ancora una differenza enorme, in termini di utilità.
Un esempio pratico: ho iniziato a scrivere questo articolo utilizzando WordPress per iPhone.
Solo prendere il link all’articolo di Rob e inserirlo qui ha richiesto tempo e procedure macchinose, senza poter disporre di nessun comando di formattazione. Velocità e precisione di scrittura non sono neanche paragonabili. L’usabilità di un browser “completo” come Chrome rispetto a Safari mobile è su un altro pianeta.
Ho salvato la bozza e acceso il netbook.
Dove iPhone e (immagino) iPad eccellono è nella fruizione di contenuti multimediali, mentre acquisizione e (soprattutto) editing lasciano ancora molto a desiderare. Questo farà sicuramente bene ai bilanci di Apple, ma rischia di mortificare lo slancio creativo e la capacità espressiva degli utenti, proprio quando user-generated content e web 2.0 sembrano spingere nella direzione opposta.
Piuttosto il cloud computing, abbinato ad applicazioni native su sistemi operativi tradizionali e mobili, sembra al momento la soluzione più efficace e produttiva: Evernote e Dropbox, per fare due esempi.
Il (mio) futuro è già qui, ma non dipende solo dai sistemi operativi mobili.
Potenza segreta
aprile 23rd, 2010 § Lascia un commento
Qualcuno, magari, sarà curioso di vedere il Digital Storytelling che abbiamo presentato a Didamatica.
Nessun problema: basta inviare dieci euro con un vaglia postale al mio indirizzo per ricevere comodamente a casa propria, entro 30 giorni, il DVD…
Come? Adesso con Internet si può avere tutto e subito? E pure gratis!
Non fa per me, troppo complicato.
Didamatica 2010
aprile 19th, 2010 § Lascia un commento
Mercoledì 21 aprile inizia a Roma Didamatica 2010. Stavolta ci sono anch’io, per presentare insieme a Corrado Petrucco un’esperienza di Digital Storytelling realizzata con la compagna di corso Ornella Loi e con i miei studenti.
Si va in scena proprio il primo giorno, nella sessione delle 16.30.
Ci vediamo lì?
Come cambia il vento
marzo 30th, 2010 § Lascia un commento
Lo strepitoso video dell’Onion News Network rappresenta in pieno il momento che sta passando Apple.
È sulla cresta dell’onda da un bel po’, i conti vanno benissimo e il valore dell’azienda sul mercato, incredibile ma vero, rischia di raggiungere quello di Microsoft. Il marchio Apple, grazie ai successi della linea iPod-iPhone e all’indiscussa qualità dei computer è sempre più “cool”.
Eppure, a guardar bene, vengono fuori le crepe.
Non è solo il probabile flop dell’iPad, o il riemergere di certe rigidità che caratterizzano da sempre il modus operandi dell’azienda californiana. È l’intero modello industriale di Apple a sembrare sul punto di cedere di schianto, proprio quando sembra toccare il cielo con un dito.
L’integrazione verticale, che è stata finora il maggior punto di forza di prodotti come iPod e iPhone, potrebbe essere la principale causa di un imminente declino. Finché si trattava di battere la concorrenza di Microsoft il sistema ha funzionato: pur limitando le quote di mercato ad una nicchia di professionisti e appassionati, Apple ha continuato a consolidare la propria immagine di usabilità e affidabilità, proprio grazie alla sua predilezione per i sistemi “chiusi”.
Ora la situazione sta cambiando, forse troppo rapidamente perché la Mela possa reagire in tempo. Se da una parte Microsoft sembra aver imparato qualcosa dagli errori del passato, dall’altra Google e l’insieme di servizi web sempre più potenti e raffinati si presentano come la vera innovazione di questi e dei prossimi anni. E vanno proprio nella direzione opposta rispetto al controllo verticale dell’intera “filiera” mediale tanto amata da Steve Jobs.
Nella mia esperienza personale, ad esempio, quando ho comprato il primo Mac quasi quattro anni fa, ho avuto la sensazione di uscire da un incubo (Windows) per entrare in un mondo incantato, nel quale le cose funzionano quasi sempre come dovrebbero, i programmi rispondono velocemente ai comandi e i vari dispositivi dialogano fra loro senza particolari problemi. Più o meno la stessa cosa è successa quando sono passato dallo smartphone Nokia all’iPhone.
La novità importante è che oggi
- sto scrivendo questo post dal mio nuovo netbook con Windows 7, che per 300 euro mi permette di fare, senza particolari problemi, tutto ciò di cui ho bisogno quando sono fuori casa, grazie ad un funzionamento onesto e sufficientemente affidabile e ai tanti servizi di rete che rendono la mia vita digitale quasi del tutto indipendente dall’hardware e dal sistema operativo;
- penso che per il mio prossimo telefono sceglierò il sistema operativo Android di Google.
Non è un ritorno al passato, perché il Mac rimane il miglior computer sul mercato e lo continuo ad usare con grande soddisfazione, ma è un segnale importante.
Almeno per me.
Apple iPad… o iFlop?
gennaio 27th, 2010 § 2 commenti
Apple iPad first hands-on! — Engadget.
Steve Jobs ha appena finito di presentare il nuovo tablet.
Si chiama iPad ed è quello che temevo: un iPhone molto più grande, con qualcosa in meno.
Ovviamente lo schermo multitouch da quasi 10 pollici è bellissimo e l’implementazione degli ebook promette faville, ma secondo me non basterà a decretarne il successo.
I motivi? Eccone alcuni, tanto per cominciare:
- ha lo stesso sistema operativo dell’iPhone, quindi (almeno per ora) niente multitasking, niente Flash Player, nessuna possibilità di caricare dati o applicazioni senza passare da iTunes, impossibile installare programmi per OSX;
- mancano webcam e porte usb;
- da quello che si è capito non può telefonare; ci saranno delle versioni abilitate al 3G, ma solo per la connessione dati;
- non ha il GPS.
Non è minimamente in grado di sostituire un computer portatile e non può competere, quanto a funzionalità, neanche con i netbook da 300 euro.
L’iPhone ha sostituito magnificamente il mio precedente smartphone e, in molti casi, mi permette di fare a meno del notebook.
Il MacBook è un inseparabile compagno di lavoro e di studio, con cui posso fare praticamente qualsiasi cosa riguardi il mondo digitale.
Per quale motivo dovrei acquistare l’iPad? Per leggere libri e giornali in salotto? Forse. Un bel lusso, però.
Confessioni di un pirata
gennaio 27th, 2010 § Lascia un commento
Ho appena letto una bella intervista ad un “pirata” di ebook.
Come è già accaduto con la musica, liquidare come pratica illegale da reprimere il fenomeno della copia non autorizzata di file digitali è indice di miopia e superficialità.
Dalle parole dell’intervistato emergono, fra i tanti, alcuni spunti che mi sembrano fondamentali:
- se gli editori mettessero a disposizione un catalogo ricco, ben confezionato, facilmente accessibile, senza DRM e a prezzi contenuti la pirateria scenderebbe vertiginosamente;
- le perdite dovute al file-sharing sono ampiamente sovradimensionate, perché solo una frazione di ciò che viene scaricato sarebbe acquistato legalmente; spesso si scarica di tutto per pura curiosità, ma non si utilizza, o si cancella il giorno dopo;
- lasciar scaricare gratis dei contenuti può portare benefici economici per autori ed editori; è il caso dei tanti libri liberamente accessibili in rete che hanno registrato un successo di vendite per la copia cartacea e potrebbe essere il caso di ebook ben confezionati, appetibili e con servizi a valore aggiunto “trainati” dalla diffusione di copie digitali gratuite.
La Rete cambia le regole del gioco.


